Tempo
spettacolo di teatrodanza per l'infanzia dai 2 ai 6 anni

creazione collettiva
regia Bruno Franceschini
coreografie e interpretazione Aldo Rendina e Federica Tardito
musiche Bruno Franceschini


ideazione luci Lucia Manghi
scenografie Aldo Rendina e Cristiana Daneo
costumi Roberta Vacchetta
durata ca. 30 minuti

una produzione di compagnia tardito/rendina (Torino),
Associazione Sosta Palmizi (Cortona) e Bruno Franceschini (Berlino)
con il sostegno di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus - Torino ,
Centro Servizi Culturali S. Chiara - Y Generation Festival - Trento e
KOMM TANZ, progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni,
in collaborazione con il Comune di Rovereto

Tempo

oh tempo oh tempo
tic e tac tic e tac
il tempo mai si sa, chissà cosa sarà fra cra cra
il tempo viene e va e mai si fermerà ssshhhhhh
il sole del mattino si sposa nel giardino
l'autunno con le foglie, l'inverno poi le toglie eh eh eh
il verde è primavera l'estate poi si avvera
si affaccia la mattina tina tina tì
e quando viene sera la luna si fa sfera
tempo ... e uno e due e tre
magia ...


Note di regia


Cos'è il tempo? Un quesito a prima vista innocuo, ma che vanta pagine e pagine di elucubrazioni filosofiche. Difficile darne una definizione condivisa. Sicuramente il tempo ha a che fare col movimento, che sia un suo attributo o una sua derivazione e senza il movimento non ci sarebbero né il tempo né la danza. Per questo motivo - e per le innumerevoli associazioni d'idee che fa scaturire - abbiamo deciso di utilizzare questo tema come territorio di ricerca e come tramite fra il mondo degli adulti e quello della prima infanzia.

I bambini sono, innanzitutto, abitanti del presente. Si muovono all'interno di una situazione e ne esplorano le possibilità. Non conoscono ancora il tempo, le sue promesse e le sue angherie. Noi adulti, invece, lo conosciamo fin troppo bene, mentre scandisce i ritmi a volte tragici, a volte comici della nostra quotidianità. Due mondi lontani ed estranei, agli antipodi. Una prerogativa perfetta per conoscersi e per imparare gli uni dagli altri.


Nel frattempo


Il tempo è intorno a noi, ci siamo dentro, non possiamo separarcene e neppure sbarazzarcene ma se nel frattempo desideroso di intrattenermi con una magia mi concedessi il lusso di perder tempo, sarebbe un ingannare il tempo?
Al tempo del lavoro lascio la precisione del secondo, se lo spacco è per giocoso contrattempo, oscillo per cascare in un tempo sospeso, se lo inseguo non mi porta ne avanti ne indietro, ma a guardare il mondo da dentro una pausa.

Sappiamo far nascere un fiore senza un seme, senza la terra, senza l'acqua o addirittura in poco tempo?
Se lo sapessimo fare sarebbe una magia.


Estratti recensioni...


Due personaggi che paiono carnali materializzazioni di una raffinata bande dessinée, figurine sognanti in 3D inizialmente spaesate su un palcoscenico abitato soltanto da essenziali e multifunzionali scatole di legno. Al polso di lei, un piccolo cilindro di carta che presto svela la sua "magica" identità: un rullo traforato che, inserito in una sorta di organetto meccanico, produce musica; quella che accompagnerà questo piccolo ma prezioso spettacolo, costruito con grazia e poesia dalla coppia torinese Tardito/Rendina.
Il concetto di "tempo" viene evocato e sviscerato, concretizzato ed esemplificato in brevi – ma mai concitate, anzi il ritmo è quello dilatato dei sogni – azioni, che consistono in semplici coreografie, spostamenti di oggetti – il cappello inizialmente sulla testa di lui; le due sfere trasparenti attaccate a sottili bastoni che vengono delicatamente fatte roteare – suoni e parole mutati in armonici vocalizzi.
Il "tempo" evocato in scena dalla coppia di performer non coincide tanto con il passare dei giorni e delle stagioni quanto con quello che disegna il ritmo delle singole azioni quotidiane. Il tempo cadenzato e regolare della musica che naturalmente accompagna l'esistenza dei due personaggi i quali, con grazia e schiettezza, si muovono lentamente sul palco, invitando implicitamente gli spettatori – e non solo i più piccoli, benché lo spettacolo sia indicato per un pubblico dai due anni in su – a mettersi in ascolto di se stessi, così da rintracciare il "tempo" dei propri movimenti quotidiani e, nel caso esso risultasse sincopato ovvero disarmonico, da riaccordarlo nuovamente, seguendo magari quel precisissimo metronomo che è il nostro cuore.

Laura Bevione da www.eolo-ragazzi.it